Arte ed emancipazione nello sguardo dell’escatologia politica
Autore, pubblicazione, anno
Keti Chukhrov, e-flux journal, n. 158, novembre 2025
Sintesi (in parole proprie)
Argomento centrale
L’articolo analizza una contraddizione strutturale dell’arte contemporanea: la coesistenza conflittuale tra l’eredità modernista della negatività — fondata sull’auto-soppressione dell’arte, sull’astrazione e sulla distanza dal sensibile — e la pretesa attuale dell’arte di produrre emancipazione sociale, democrazia e impatto politico diretto. Chukhrov sostiene che l’arte post-concettuale operi all’interno di un’impasse, in cui il linguaggio e i metodi concettuali continuano a dominare, mentre vengono rivestiti di una retorica affermativa, empatica e democratica che ne oscura la genealogia nichilista.
Idee principali / focus della ricerca
Il testo si articola attorno a tre nuclei principali. In primo luogo, Chukhrov ricostruisce il processo di auto-sublazione dell’arte a partire dal modernismo, leggendo l’abbandono della sensuosità e della techne come un passaggio irreversibile che ha collocato l’arte “sotto lo sguardo della teoria” (Groys). In secondo luogo, analizza la differenza tra la negatività modernista in contesti capitalistici e la socializzazione dell’arte nei contesti rivoluzionari socialisti, dove l’astrazione era pensata come strumento di ingegneria sociale e non come ritiro estetico. Infine, l’autrice critica le pratiche post-concettuali contemporanee — techno-cibernetiche, decoloniali e pop-performative — accusandole di aver rimosso la consapevolezza escatologica della fine dell’arte, pur continuando a operare con dispositivi astratti e teorici.
Rilevanza dell’articolo
L’articolo è rilevante perché offre una lettura radicale e sistemica delle aporie dell’arte contemporanea, mettendo in discussione l’idea diffusa che l’arte possa oggi riconquistare immediatamente empatia, cura e partecipazione democratica senza confrontarsi con la propria storia di negazione del sensibile e di rifiuto dell’impegno politico istituzionale.
Perché è importante
Rilevanza per l’arte contemporanea
Per l’arte contemporanea, il testo rappresenta un intervento critico di grande rilievo, poiché smaschera la tensione tra pratiche artistiche che si dichiarano socialmente emancipatrici e un apparato formale e istituzionale che resta profondamente elitario, astratto e autoreferenziale. Chukhrov invita a interrogare non solo i contenuti politici dell’arte, ma anche le condizioni epistemiche e storiche che ne rendono possibile — o impossibile — l’efficacia sociale.
Contributo ai dibattiti attuali
L’articolo contribuisce ai dibattiti su arte e politica, post-concettualismo, cura, decolonialità e democrazia culturale. In particolare, problematizza l’uso inflazionato dei discorsi sull’empatia e sulla cura, mostrando come essi possano funzionare come surrogati simbolici di un rifiuto più profondo di confrontarsi con la politica economica, la questione di classe e le istituzioni democratiche reali.
Riflessione critica
Punti di forza
Uno dei principali punti di forza del testo è la sua densità teorica e la capacità di intrecciare filosofia, storia dell’arte, teoria critica e analisi istituzionale. Il dialogo serrato con Adorno, Hegel, Groys, Benjamin e la tradizione marxista consente a Chukhrov di costruire una genealogia convincente dell’arte contemporanea come pratica escatologica, consapevole della propria fine e incapace di superarla semplicemente attraverso nuove retoriche affermative.
Limiti e criticità
La radicalità della posizione può risultare, per alcuni lettori, eccessivamente pessimistica rispetto alle possibilità di azione dell’arte nel presente. Inoltre, il testo privilegia un’analisi strutturale e teorica, lasciando relativamente poco spazio a esempi di pratiche artistiche che potrebbero costituire eccezioni o sperimentazioni alternative rispetto all’impasse descritta.
Collocazione nel discorso più ampio
L’articolo si colloca nel solco della teoria critica dell’arte e della riflessione marxista sull’estetica, dialogando con i dibattiti su postmodernismo, post-concettualismo e metamodernismo. Si inserisce inoltre nel più ampio lavoro di Chukhrov sulle epistemologie del socialismo e sulle differenze tra logiche culturali capitalistiche e non capitalistiche, offrendo un contributo centrale alla comprensione dell’arte come istituzione della contemporaneità globale.
Citazione selezionata
«L’arte contemporanea pretende di avanzare l’emancipazione, ma continua a operare entro un lessico concettuale astratto che ne limita il coinvolgimento sensibile e la reale efficacia politica.»
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